domenica 5 maggio 2013

(intermezzo) O, DELLE SIMILITUDINI

questa città è una scheggia. una scheggia d’europa conficcata in asia minore.
questa città è una scheggia d'europa conficcata al confine di quattro mondi: ottomano, persiano, europeo e slavo. questa città è una scheggia d'europa conficcata al confine di quattro religioni: i due cristianesimi, quello di qui, il più antico, più antico anche di quello di roma, e quello ortodosso più a nord. e per geografia, poi, ritrovarsi a essere muro a entrambi gli islam, il sunnita e lo sciita.

questa città è una scheggia d’europa conficcata in asia minore. un’europa di un altro secolo, più tranquilla, più rasserenata, come se il tempo si fosse fermato decenni fa, ma pur sempre europa. e qui l’europa si vede, si sente. è nei modi, nel dire, nel pensare, nel fare.
è la radice cristiana che emerge netta, per contrasto rispetto al mondo mussulmano al di là dei confini.
e c’è che per capire, a volte, si ha bisogno di guardare da lontano. qui si capisce, basta guardare.

ed è sentirsi straniero in terra simile, quando quello che vedi sono similitudini.

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occhio. ché il K ti legge. e risponde, anche.